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Tutte le informazioni sulla casa

Un buon isolamento termico aiuta l’ambiente ed il portafogli.

Nella realizzazione di un edificio è di fondamentale importanza analizzare, progettare e realizzare un  buon isolamento.

L’isolamento termico deve proteggere dal calore estivo e dal freddo invernale, migliorando il benessere abitativo. Permette inoltre un buon comfort acustico e la ventilazione degli elementi.

Un involucro ben progettato con materiali innovativi ed efficienti può andare incontro ad una serie di esigenze, non ultima quella del contenimento degli spazi costruttivi, così come una realizzazione mal eseguita può comportare effetti negativi sull’abitazione e su chi la occupa.

Schema isolamento termico

Se tutti gli edifici italiani fossero isolati, il risparmio di CO2 emessa annualmente in atmosfera dal nostro Paese sarebbe inferiore del 20 %, come prescritto dal protocollo di Kyoto.

Anche nell’edilizia si può sceglire di rispettare l’ambiente. Come? Ad esempio scegliendo aziende che adottano politiche eco-sostenibili (riciclo di acque di processo, materiali riciclabili, ecc.)

Ricordiamo che ogni mq di isolante installato permette di evitare tanta CO2 come 166 mq di bosco e per produrre gli isolanti termici è sufficiente pochissima energia, che comunque si ripaga con i risparmi ottenibili in pochi mesi di esercizio.

Secondo Benfatto (www.glispecialistideltetto.com) l’approccio deve essere di tipo scientifico. In primo luogo c’è la formazione tecnica e l’aggiornamento continuo dei tecnici. Ovvero non bisogna smettere di studiare per il futuro. Questo perché i materiali e le tecnologie si evolvono e occorre rimanere al passo per offrire le migliori soluzioni.

In secondo luogo occorre predisporre dei pacchetti, delle soluzioni che combinano un insieme di materiali, in grado di risolvere problemi in circostanze differenti. Non esiste un solo modo di operare ma ciascuno ha il suo tetto, la sua facciata, il proprio involucro. Ovvero la situazione deve essere compatibile con i desideri del cliente e con la fattibilità del progetto stesso.

E’ meglio evitare di realizzare un lavoro, piuttosto che intestardirsi su soluzioni di basso profilo che lasciano strascichi di insoddisfazione e di problemi non risolti.

Essere attenti all’innovazione, ad esempio, significa utilizzare attrezzature diagnostiche come termocamere o termoflussimetri che aiutano a comprendere ad esempio la presenza di ponti termici.

 

ville in legno

Le ville in legno

Le case, o le ville, prefabbricate in legno stanno acquisendo quote di mercato sempre maggiori per merito del loro costo tutto sommato abbordabile e della grande praticità; essendo edifici amovibili, infatti, non necessitano di concessioni edilizie e possono essere posizionati anche se terreni non edificabili, purché vengano posati su superfici altrettanto amovibili.
Essendo un prodotto in costante espansione, sono sempre di più gli esercizi commerciali che ne consentono l’acquisto , sia sul territorio che sul web, dove è possibile acquistare queste strutture prefabbricate anche dall’estero, dove molto spesso vengono utilizzate come abitazioni primarie e dove quindi vengono costruite con particolari accorgimenti e con dettagli maggiormente rifiniti.

Sul territorio possono essere acquistate sia nei negozi di bricolage, anche se solitamente questo tipo di esercizio non dispone di ville in legno di dimensioni considerevoli, sia in negozi ed esercizi appositi, che oltre a vendere spesso fabbricano la villa in legno in base alle esigenze e alle disposizioni del cliente; quando un cliente ha particolari esigenze, ha bisogno di misure particolari che non possono essere fornite con le ville standard, il venditore, quando possibile, provvede a fornire il prodotto su misura, anche se spesso questi edifici sono modulabili, ovvero vengono venduti diversi moduli collegabili che possono essere combinati tra loro per creare strutture complesse e delle dimensioni più idonee.

ville in legno

Ma se questo discorso può essere fatto per le vendite sul territorio, può essere parzialmente traslato anche per quanto riguardale vendite online, dove si moltiplicano i siti che propongono al vendita di case e ville in legno a prezzi decisamente più bassi rispetto alle rivendite tradizionali molte di queste strutture arrivano dall’estero, in particolare dai Paesi del Nord Europa e dell’Est Europa, dove le case di legno sono una tradizione ormai consolidata a differenza dell’Italia. Scegliendo il modello di casa che si preferisce dai cataloghi virtuali, tutti muniti di foto, basta selezionare quello preferito e successivamente provvedere al pagamento, che nella maggior parte dei casi può avvenire mediante bonifico bancario o carta di credito.
Solitamente, trattandosi di grandi carichi, la consegna viene quasi sempre inclusa nel prezzo di vendita, così non è per il montaggio, che di norma viene incluso solo per le strutture più grandi e complesse, mentre quelle più piccole vengono fornite del manuale di montaggio e viene lasciato l’onere al cliente, a meno che lui non vaga pagare un sovrapprezzo per il montaggio.

case prefabbricate costi

Guida alle case prefabbricate e ai loro costi

I costi per la realizzazione di case prefabbricate sono, in genere, inferiori rispetto alle case in muratura.

Ovviamente alcuni costi sono gli stessi per entrambe le tipologie di case, come, ad esempio:
– il costo del terreno, che deve essere edificabile (non è possibile costruire una casa di legno su un terreno agricolo)
– i costi per ottenere il permesso di costruire, per l’accatastamento e per ogni altra pratica tecnica, pratiche che dovranno essere eseguite da un tecnico (geometra o ingegnere)
– platea di fondazione che ha un costo variabile dai 120 ai 150 euro al metro quadrato e dipende da diversi fattori tra cui la tipologia del terreno su cui sorgerà l’immobile e l’eventuale presenza di gas radon in esso.

Nel valutare il costo di una casa prefabbricata occorre tener presenti i vantaggi che ci sono nello scegliere un’abitazione di questo tipo:
– i tempi di costruzione non sono, in genere, superiori ai tre mesi; questo consente di ridurre i costi di cantiere e di ottenere, in tempi brevi, la possibilità di trasferirsi nella propria nuova casa;
– le case prefabbricate di legno sono antisismiche senza costi aggiuntivi
– l’isolamento termico con cui sono realizzate permettono un grande risparmio dei costi di gestione nel tempo.

costo casa prefabbricata

In realtà i tempi di costruzione (e i costi) sono variabili a seconda della scelta effettuata dall’acquirente:
– se si è scelta una casa “chiavi in mano”, cioè completa di rifiniture e impianti e immediatamente abitabile, i tempi sono più lunghi ma non superiori a 3 mesi
– se si è acquistata una casa prefabbricata “pronta esternamente” quindi priva delle finiture interne e degli allacci luce, acqua, gas, i tempi per la realizzazione saranno al massimo di 4 settimane
– se, infine, si sceglie una casa grezza perché per finiture e impianti si preferisce affidarsi ad artigiani di fiducia, entro una settimana al massimo si avranno mura e tetto. Questa è sicuramente la soluzione meno costosa ma solo se non si calcolano i costi successivi alla posa in opera della struttura come la realizzazione degli impianti e delle finiture.

Una casa prefabbricata di legno “chiavi in mano” ha un costo variabile dai 600 ai 2000 euro al metro quadrato, costo che varia in base alle caratteristiche e alla finiture richieste, non si deve dimenticare, infatti, che le case possono essere scelte da una catalogo oppure essere progettate in base alle proprie esigenze.

prezzi case prefabbricate

Le case prefabbricate: prezzi

Le case prefabbricate rappresentano un nuovo modo di costruire, il progresso nel campo dell’edilizia.
Una casa prefabbricata grazie agli standard ed alle tecnologie della bio edilizia, è qualitativamente migliore rispetto ad una costruzione comune e rispetta livelli di standard molto elevati.
C‘è una vasta scelta estetica e funzionale per la realizzazione di case prefabbricate, da villette singole a plurifamiliari, da porzioni di case a più piani ad abitazioni con particolari pareti ricurve.

Queste strutture si possono installare ovunque, anche su terreni inadatti a case in laterizio e hanno numerosi vantaggi come i ristretti tempi di realizzazione, il risparmio energetico, il fatto di essere ecologiche e la possibilità di ampliarla molto facilmente sia in orizzontale che in verticale.
Per una casa singola il prezzo finale è orientativamente di 160 mila euro. Per una costruzione di tipo moderno i prezzi variano dai 130 ai 140 mila euro, mentre per una casa in legno i costi partono da 115 mila e arrivano fino a 140 mila. Tutto dipende dalle soluzioni e dai materiali scelti dai clienti.
Orientativamente il costo al mq per una costruzione del genere si aggira intorno agli 8/900 euro per la realizzazione grezza, prezzo che sale a 1200/1300 euro per un prodotto finito e consegnato al cliente.
Difficilmente i prezzi del preventivo subiscono modifiche, in quanto si basano sugli effettivi moduli da assemblare.

prezzi case prefabbricate

I prezzi delle case prefabbricate in bio edilizia consentono un grosso margine di risparmio rispetto alle case tradizionali perchè richiedono tempi di esecuzione al massimo di qualche mese. Così facendo tutti i costi di cantiere (personale, permessi, progettazione, bollette) risultano drasticamente ridotti.
Queste strutture, inoltre, hanno già tutti gli accorgimenti antisismici, senza l’aggiunta di costi ulteriori, consentono risparmi energetici anche fino al 90% e, a parità di perimetro esterno, offrono una maggiore superficie calpestabile interna.
C’è chi nei vari vantaggi di queste abitazioni inserisce anche il fatto che l’ottimo sistema di isolamento non permette la formazione delle muffe, causa di malattie e fastidi, e che è limitato l’inconveniente di forte stress causato da lunghi lavori di costruzione e ristrutturazione, con tutti gli imprevisti del caso.

modello disdetta contratto di locazione

Il modello di disdetta del contratto di locazione

Il contratto di locazione per le abitazioni o gli immobili solitamente ha una durata quadriennale, prorogabile per altrettanti quattro anni dopo lo scadere dei primi. La suddetta durata vale in maniera generica e per la maggior parte dei contratti. Tuttavia ci sono delle eccezioni, come ad esempio le abitazioni destinate ad una fascia di popolazione con esigenze particolari come gli studenti o gli immobili adibiti alla foresteria, quindi ad uso saltuario ed occasionale.

Se il tipo di contratto di locazione è quello standard quadriennale, la disdetta può avvenire da parte del locatore allo scadere del quarto anno solamente in casi particolari e dimostrabili. Rientrano in questa casistica l’esigenza dell’affittuante dell’utilizzo immediato della propria abitazione per trasferircisi lui stesso o un suo familiare stretto, oppure per rendere operativo l’immobile a fini commerciali. Altri motivi validi per una disdetta sono i casi in cui l’inquilino abbia la possibilità di affittare comunque un alloggio simile nello stesso Comune dove si trova l’immobile in questione, oppure se l’inquilino, di fatto, non occupa in maniera continuativa l’abitazione senza un giustificato motivo, o infine, se l’immobile è all’interno di un edificio che ha bisogno urgentemente di ristrutturazione o migliorie. In ogni altro caso, la disdetta del contratto di locazione avviene per Norma di Legge dopo gli otto anni stabiliti.

modello disdetta

Per informare l’affittuario della disdetta del contratto di locazione, occorrerà spedire per raccomandata con ricevuta di ritorno una lettera di preavviso con le relative e certificate motivazioni. Il preavviso utile a lasciare il tempo all’inquilino di cercare una nuova abitazione è di sei mesi, ma può variare se i due contrattuanti si accordano diversamente. In ogni caso, durante i restanti mesi di permanenza, l’inquilino è tenuto a pagare il canone di locazione, per coprire gli eventuali danni recati all’immobile da parte dell’affittuario.

Per scaricare direttamente online il modello di disdetta del contratto di locazione consultare tutte le norme e le Leggi che lo regolarizzano, puoi andare a questo indirizzo web: http://www.previdenza-professionisti.it/idarticolo=640. In alternativa, se la burocrazia non è il tuo forte, recati all’Agenzia delle Entrate della tua città, che offre una consulenza gratuita a tutti i cittadini che desiderano avere chiarimenti e delucidazioni in merito alla questione degli affitti e le loro implicazioni legali.

mutui intesa

I differenti mutui Intesa per la casa

Banca Intesa si è specializzata in mutui per la casa presentando una serie di proposte che sono in grado di soddisfare ogni esigenza.

Banca Intesa ha studiato diverse tipologie di mutui per la casa quali:

mutuo 95, ovvero un finanziamento sia a tasso fisso che variabile, a scelta del cliente, per poter acquistare la prima casa. E’ particolarmente adatto ai privati. La somma finanziata può raggiungere fino al 95% del valore dell’immobile, fino ad una somma massima di 200.000 euro, Ha una durata minima di 5 anni e massima di 30 con tasso fisso, mentre in caso di scelta di tasso variabile la sua durata potrà scendere 5 anni o aumentare 35. Il tasso fisso viene conteggiato secondo i parametri Eurirs aumentati dello spread se il tasso applicato è fisso, mentre se variabile si conteggia secondo i parametri Euribor con l’aggiunta dello spread.

mutuo a tasso fisso. Rappresenta un mutuo destinato a coloro che voglio acquistare o ristrutturare la loro prima casa. Può essere acceso da privati, pensionati e da lavoratori sia dipendenti che autonomi. E’ prevista una somma massima di finanziamento pari a 300.000 euro ed una durata minima di 5 anni e massima di 30. Il tasso è legato ai parametri Euribor incrementati dallo spread

mutuo a tasso variabile con rata costante. E’ un mutuo accessibile da ogni tipologia di privati sia per acquistare la prima abitazione che per effettuare lavori di rimodernamento dell’immobile. Prevede una durata tra i 5 ed i 30 anni con un finanziamento massimo di 300.000 euro ad un tasso riferito a Euribor aumentato dello spread

mutuo Intesa casa atipico. Questo tipo di mutuo è accesso con tasso variabile a rata costante, calcolato secondo i parametri Euribor con aggiunto lo spread. E’ stato istituito per i lavoratori assunti a tempo determinato. Ha una durata minima di 10 anni e massima di 25, tuttavia la sua durata può diminuire a cinque anni o aumentare fino a 35, in considerazione delle mutazioni che potrebbe subire il tasso di interesse, Come importo finanziato può raggiungere l’ 80% del valore dell’immobile e comunque non può superare la somma di 200.000 euro. Questo finanziamento concede di rinviare il pagamento della rate fino ad un massimo di tre volte. Prevede inoltre, in caso di sospensione del lavoro, che li sottoscrittore del mutuo, possa rinviare o persino interrompere il pagamento delle quote, in quanto interviene una assicurazione per un massimo di tre periodi diversi e di 18 periodicità mensili. La polizza assicurativa, durante il secondo ed il terzo periodo di rinvio, si occuperà di pagare le rate rimaste insolute, fino ad un massimo di 6 a periodo, senza aggiungere alcun tipo di spese. Il salto della prima rata ammette un rinvio del pagamento fino ad un massimo di 6 quote consecutive senza dover versare interessi e spese. La banca provvederà ad allungare la durata del finanziamento in base a quante sono state le rate posticipate. Viene richiesto, da questo tipo di mutuo, che il sottoscrittore paghi per almeno tre mesi, le rate in scadenza tra un rinvio e l’altro.

mutuo intesa casa a tasso misto. E’ un prestito il cui tasso di interesse può passare da variabile a fisso o al contrario, con scadenze prestabilite, viene conteggiato, a seconda del tipo di tasso, con riferimento Euribor o Eurirs, aumentati dello spread.

mutuo intesa

A seconda del tipo di mutuo intesa casa scelto, si dovranno sostenere spese di istruttoria fisse o calcolate percentualmente sul capitale dato in prestito, spese di perizia, premio di assicurazione, costi notarili per la stipula del contratto del mutuo, eventuali interessi in caso di pagamento in ritardo delle rate, commissioni bancarie sia per l’incasso che per la gestione della pratica mutuo intesa casa.

dimensioni ascensori per disabili in casa

La dimensioni degli ascensori per disabili in casa

All’interno di un edificio con più piani diventa necessaria l’installazione di un ascensore per garantire la piena mobilità a soggetti disabili.
La legislazione vigente prevede in presenza di tre livelli all’interno di una struttura, l’obbligo della presenza di un ascensore. Una cosa importante da non sottovalutare in un’evenienza del genere sono le dimensioni minime previste.
Gli ascensori per disabili sono progettati per eliminare i limiti costituiti dalle barriere architettoniche e devono possedere una serie di caratteristiche per risultare conformi alle norme di legge.

ascensore disabili misure

Un edificio nuovo destinato ad uso non residenziale deve prevedere la presenza di ascensori con profondità minima di 1,40 metri per 1,10 di larghezza, porte con un passaggio minimo di 80 cm e uno spazio antistante all’entrata di almeno 1,50 mq.
Per nuove costruzioni ad uso residenziale le misure sono le medesime fatta eccezione per la cabina che risulta sufficiente con misure di 1,30 metri per 95 cm.
Nei casi in cui, invece si deve intervenire in una realtà preesistente le misure risultano leggermente inferiori: per la cabina bastano 1,20 metri per 80 centimetri, per la porta è sufficiente un passaggio netto di 75 cm. di larghezza e lo spazio in ingresso può essere circoscritto a 1,40 mq.
Tramite veloci ricerche sul web è facile reperire, da siti specializzati, tutte le informazioni utili sulle caratteristiche necessarie e le varie dimensioni richieste agli ascensori per disabili in casa.

Notizie utili sono fornite inoltre dal sito ufficiale dell’Associazione Nazionale delle imprese di Costruzione e Manutenzione degli Ascensori, dove oltre a normative e riferimenti tecnici si possono avere informazioni utili su svariate aziende associate.
È possibile installare ascensori in realtà private per l’abbattimento delle barriere architettoniche usufruendo di contributi e agevolazioni.
In questi caso rimangono invariate le misure già segnalate, ma ci si può avvalere della consulenza di ditte specializzate che studieranno le soluzioni migliori tra una ampia gamma che limitano al minimo le modifiche strutturali da eseguire.
È sempre consigliabile affidarsi ad un’azienda con esperienza nel settore per visionare progetti e preventivi e per verificare preventivamente i modelli installabili, la facilità di utilizzo, la sicurezza e le eventuali agevolazioni previste dalla legge.

servoscala in casa

Il servoscala in casa

Il servoscala, chiamato anche montascale, è un apparecchio che serve a sollevare le persone impossibilitate alla deambulazione o con difficoltà nel salire le scale. Generalmente sono composti da una poltroncina che grazie ad un motore speciale, si innalza lungo il montacarichi installato a fianco delle scale. Ormai ne esistono di diversi tipi, per adattarsi meglio alla forma della scalinata, per andare sempre di più nella direzione dell’abbattimanto delle barriere architettoniche.

Ogni servoscala deve essere adeguato a Norma di Legge e quindi recare sull’etichetta la certificazione ISO 9001 e la EN 29001. Queste certificazioni garantiscono la sicurezza e i controlli su di essi effettuati dal personale esperto. Oltre che nelle case, troviamo ormai i servoscala anche nei luoghi pubblici, come metropolitane o stazioni, così da rendere possibile viaggiare anche alle persone disabili. I servoscala presenti nelle abitazioni private hanno dato una grande mano anche alle persone anziane, che grazie a questi apparecchi, sono in grado di gestirsi con maggiore autonomia e prevenire cadute rovinose dalle scale. Forse non tutti sanno che queste apparecchiature rientrano nella tipologia dei prodotti rimborsabili dall’Azienda Sanitaria Locale (Legge 13 del 1989): ne hanno pieno diritto tutti i soggetti che presentino una certificazione di disabilità o menomazione permanente, atta a compromettere la mobilità e la deambulazione. Per presentare la domanda all’Azienda Sanitaria Locale occorre prima andare dal proprio medico curante che farà un certificato medico attestante la patologia. Una volta presentata la domanda, L’Ente interessato provvederà a inoltrarla agli uffici competenti. Ovviamente anche in questo caso, ci sarà una lista di precedenza. Gli invalidi certificati al 100% sono in primo ordine di precedenza.

servoscala in casa

Il contributo che L’Azienda Sanitaria Locale eroga una cifra che copre fino a 2.582,29 Euro, a cui aggiungerà poi un ulteriore 25% del totale su un prezzo del servoscala fino a circa 13.000 Euro, mentre darà il 5% su una spesa superiore alla cifra menzionata in precedenza. Anche questa agevolazione economica sarà poi detraibile dalla Dichiarazione dei Redditi, per un importo pari al 19%. Ricordatevi di rivolgervi ad aziende serie e di esperienza, e non credete ai venditori che propongono prezzi stracciati dicendo che tale servoscala non è rimborsabile, poichè purtroppo i truffatori sono dovunque, specie per rivalersi su soggetti deboli e bisognosi di aiuto. Se siete soli e avete bisogno di questo ausilio, rivolgetevi al vostro medico curante e al Comune di residenza, che vi metterà poi in contatto con il personale di tale competenza.

classe energetica case

La classe energetica degli edifici

La classe energetica degli edifici, oltre ad avere come obiettivo la riduzione degli sprechi energetici, è un importante strumento per la valutazione degli immobili nuovi e non.

Con la sempre crescente necessità di limitare il consumo di energie, di materie prime e quindi di costi legati alla gestione di una casa o di un ambiente domestico in generale, sempre più regioni decidono di attuare un piano regolatore per le future costruzioni, che tenga conto anche dell’isolamento termico e sonoro da adottare per le nuove unità abitative.
Le prime regioni furono il Piemonte ed il Trentino, i quali attraverso normative di carattere regionale iniziarono ad imporre standard di isolamento termico ben determinati, tali da limitare il più possibile i consumi delle singole abitazioni.
Classificare in fasce i vari livelli di isolamento termico ed acustico diventa quindi necessario; ed è così che, per identificare queste fasce, si sono scelte le prime lettere dell’alfabeto associate al termine CLASSE.
“A” sarà quindi la classe più efficiente per quanto riguarda l’isolamento ed il risparmio energetico di un’abitazione, “F/G” saranno le classe meno efficienti. Ogni fascia ha un’ulteriore specificazione dettata dal simbolo “+”, quindi la classe “A++” sarà più efficiente della classe “A+”.

classe energetica edifici

L’assegnazione di una classe ad ogni immobile viene effettuata da un tecnico (spesso geometra) o da un ente od organismo specializzato nel settore e riconosciuto a livello locale o regionale. Tale certificazione per gli edifici avrà una valenza di 10 anni, dopo i quali sarà necessario sottomettere di nuovo l’abitazione al giudizio di tecnici, i quali valuteranno secondo le nuove tecnologie quale classe sarà più appropriata per quella determinata abitazione.

Questo tipo di identificazione in classi energetiche ha un importante valore al momento dell’acquisto, dato che l’acquirente avrà un’idea dei costi relativi al consumo e quindi dei costi di gestione di quell’unità abitativa. Questo gli permetterà di valutare se varrà la pena spendere una somma maggiore per acquistare una casa con una classe energetica migliore che gli permetta dei costi di gestione sicuramente inferiori; una valutazione di questo tipo potrà essere fatta solo con una stima oggettiva dei reali consumi di un’abitazione, e la classificazione energetica serve proprio a questo.

Non solo: l’ambizione di far aumentare il valore del proprio immobile (migliorando il livello della classe energetica) porterà ad un sempre maggior numero di proprietari che opteranno per una riqualificazione energetica della propria unità abitativa; anche nell’ipotesi in cui questo venisse fatto solo per eventualmente rivendere l’immobile ad un prezzo più elevato, tutto ciò contribuirebbe comunque alla diminuzione dei consumi ed al miglioramento delle condizioni ambientali.

Dichiarazione di conformità degli impianti

Dichiarazione di conformità degli impianti

La Dichiarazione di conformità degli impianti è un documento redatto dall’installatore impiantista nel quale si dichiara che l’impianto è stato eseguito a norma di legge, sia per la conformità dei materiali sia per la rispondenza alle norme specifiche per ogni impianto.
Deve essere redatta una diversa dichiarazione di conformità per ogni impianto, elettrico, termico, idrico sanitario e per ogni tipologia di edificio, sia edifici civili ad uso abitativo che edifici ad uso industriale o riconducibili al settore terziario.

La dichiarazione di conformità deve essere prodotta quando si allestiscono degli impianti nuovi, mentre per gli impianti già esistenti è stata introdotta recentemente la Dichiarazione di Rispondenza, con la quale l’impiantista redige una relazione tecnica riguardante l’impianto già esistente in cui vengono indicati dati tecnici e fotografie esplicative, nel caso venissero richieste dagli enti che forniscono energia.
Con la dichiarazione di conformità per impianti l’installatore si dichiara responsabile che l’impianto sia rispondente alle norme tecniche a livello sia italiano che europeo, per questo motivo l’installatore deve possedere i requisiti che vengono citati dalle specifiche norme di legge.
Le dichiarazioni di conformità degli impianti, o in loro assenza le dichiarazioni di rispondenza, sono indispensabili per l’accoglimento delle domanda di agibilità di un edificio oppure relativamente ad una parte di esso e vanno presentate in allegato alla domanda stessa.

Dichiarazione di conformità degli impianti

Nella dichiarazione di conformità sono riportati molti dati:
– nominativo del responsabile tecnico
– nominativo del proprietario dell’edificio o della porzione
– nominativo del committente dei lavori (ad esempio l’azienda titolare di un appalto che – commissiona i lavori specifici a delle aziende di impiantistica)
– progetto o schema di impianto
– relazione sull’elenco dei materiali utilizzati
– collocazione dell’impianto
– procedure utilizzate per l’installazione
– certificato della Camera di Commercio dell’installatore che dimostri le sue qualifiche.

La dichiarazione di conformità per impianti va emessa in numerose copie:
– una copia per l’installatore, datata e firmata dal committente come prova della ricevuta
– una copia per il committente completa di allegati, va firmata dal responsabile tecnico e dal titolare
– una copia completa di allegati per il proprietario dell’edificio o della porzione
– una copia per lo sportello unico dell’edilizia del comune dove sorge l’edificio, questa copia deve essere presentata dall’installatore entro un mese dalla conclusione dei lavori e deve essere firmata dal committente per attestarne la ricevuta.